Mercoledì
12 Marzo 2008
Edizione Padova

Consiglio provinciale Acli Marco Ferrero, primo degli eletti, confermato alla presidenza

Il Consiglio provinciale delle Acli di Padova ha confermato l'altra sera alla presidenza Marco Ferrero, risultato primo degli eletti al congresso del 24 febbraio. Ecco la nuova squadra di presidenza: vicepresidenti Gianni Cremonese ed Elisabetta Mastrosimone; segretari Matteo Altavilla, Enzo Dainese, Lisa Fantinato, Marco Ortoman, Claudio Spimpolo e Mario Zanazzi.

Attraverso una fitta rete di associazioni specifiche affiliate, che contano complessivamente più di 20.000 associati, e di servizi che incontrano annualmente più di 80.000 persone, le Acli contribuiscono da più di 60 anni a tessere i legami della società padovana, favorendo forme di partecipazione e di democrazia, difendendo, aiutando e sostenendo i cittadini, in particolare quanti si trovano in condizione di emarginazione o a rischio di esclusione sociale.

Come soggetto autorevole della società civile organizzata, le Acli sono protagoniste nel mondo del cosiddetto "terzo settore": il volontariato, il non profit, l'impresa sociale. Quali priorità per Padova? Dal congresso acli sta vengono alcune domande di attenzione alla politica padovana. La ribalta nazionale ottenuta da temi come il riconoscimento dei cosiddetti "dico" o il muro di via Anelli, ha concentrato l'attenzione su questioni tutt'altro che irrilevanti, ma che certamente sono state amplificate, dal momento che un sondaggio commissionato dalle Acli ha rilevato che solo il 6\% degli italiani riteneva urgenti i "dico" e se teniamo presente che il cosiddetto Bronx di via Anelli, non era per nulla diverso dai tanti quartieri ghetto disseminati nelle metropoli multiculturali della nostra penisola. Decisamente altre sono le priorità: correggere attraverso interventi integrati gli squilibri del sistema salariale e pensionistico; monitorare il livello dei prezzi al consumo e più in generale il potere d'acquisto dei consumatori; monitorare il livello di erogazione dei servizi sanitari; sostenere i lavoratori disoccupati e precari nella ricollocazione, nell'orientamento professionale; accompagnare le famiglie nella difficile conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

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